Ambrosoli e Cè, quali garanzie per il diritto all’autodeterminazione?

Che brutta botta, la decisione di Ambrosoli di accordarsi con Alessandro Cè. La lista “Lombardi verso Nord” dell’ex leghista Cè sosterrà la coalizione di Umberto Ambrosoli. Il quale ringrazia: “è una adesione che accogliamo con piacere”.

Ma Umberto Ambrosoli lo ha letto il curruculum politico di Alessandro Cè?
Come assessore alla sanità della Regione Lombardia, Cè è noto per le sue posizioni contrarie all’aborto e per aver lodato la legge sui cimiteri che, nel 2007, ha sancito la sepoltura nei cimiteri del materiale abortivo. Come parlamentare ha lavorato perché nell’art 1  della legge 40/2012 sulla procreazione medicalmente assistita fosse incluso “il concepito” fra i “soggetti coinvolti”, determinando così la personalità giuridica dell’embrione e il conflitto della legge 40 con la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza.

Un film già visto, quello della sinistra e gli argomenti concretamente vitali.

La trama del film:  i rappresentanti della sinistra istituzionale non si curano dei cosiddetti “argomenti eticamente sensibili”, ovvero ciò che riguarda il nascere, il morire, le forme sociali in cui ci leghiamo in vincolo affettivi con altre persone, i dispositivi di potere che si manifestano nella sessualità. Argomenti che sarebbe più opportuno definire “concretamente vitali”.

Da un candidato di sinistra vorrei che fossero esplicitate ed inserite in ogni accordo elettorale le dovute garanzie di lacità e di rispetto del diritto all’autodeterminazione.

Annunci

La sinistra, le primarie e gli argomenti concretamente vitali

Lavoro, rigore, equità sociale, ecologia, rinnovamento, produttività, legalità. Tra le parole forti del dibattito che accompagna la corsa delle primarie di centro-sinistra rimangono in secondo piano i cosiddetti “argomenti eticamente sensibili”, ovvero ciò che riguarda il nascere, il morire, le forme sociali in cui ci leghiamo in vincolo affettivi con altre persone, i dispositivi di potere che si manifestano nella sessualità. Argomenti che sarebbe più opportuno definire “concretamente vitali”.

Sotto il mantello della crisi la politica parla nel registro dominante, quello economico. Ha un senso, perché l’Europa dei banchieri e della finanza uccide l’Europa dei diritti. In Europa l’importanza dei patti in materia economica e fiscale è inversamente proporzionale all’importanza dei patti in materia di diritti sociali e civili.

D’altra parte anche nell’agenda dell’Europa dei diritti non ci si cura molto degli “argomenti concretamente vitali”, come se si trattasse di un lusso, qualcosa in più. Se li lasciamo fuori dall’agenda e dai programmi dimentichiamo che i politici legiferano e decidono in base al proprio orientamento sulla vita di tutti e tutte. Sono decisioni che si traducono in una limitazione di libertà “concretamente sensibile” sotto la copertura delle regole democratiche.

Che il governo Monti non sia poi tanto tecnico è un fatto noto (rilevato, analizzato, indagato) sul piano delle politiche economiche. Che il governo Monti non sia tecnico neppure dal punto di vista degli argomenti “concretamente vitali” è meno plateale. Continua a leggere