Incontro con la ministra Josefa Idem

Mi piace la ministra per le pari opportunità Josefa Idem. L’abbiamo incontrata giovedì 6 2013 giugno a Milano, dove un numero consistente di associazioni ha ricevuto una prima convocazione con l’obiettivo di costruire decisioni politiche dal basso e ascoltare chi opera sul territorio in contrasto alla violenza di genere, contro sessismo omofobia e transfobia. Ho trovato spontanea e sincera la sua attenzione, semplici e dirette le sue parole. Si è trattato di un primo “giro di tavolo”. Marina Piazza, sua collaboratrice, ne ha annunciati altri. Ha detto dopo averci ascoltate (trascrivo dai miei appunti): Continua a leggere

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Di ritorno da Padova

Impressioni ad acquarello dopo il dibattito al Corso di pari opportunità dell’Universitò di Padova.

16 ottobre 2012, Padova. Mio fratello Marco mi viene a prendere in stazione verso le due. La città è raggiante nella giornata schietta, un’esplosione di luce. Il rosso dei fiori sul ponte è quasi violento, un benefico shock per occhi intorpiditi dai vapori milanesi.

Siamo nel flusso di studenti che dalla stazione procede verso il centro. Arriviamo a piedi in Università, scienze politiche, dove Alisa Del Re mi ha coinvolto nel suo corso di pari opportunità.
La incrociamo in via del Santo, vicino all’ingresso, mentre sfreccia baldanzosa sulla bici.
A Padova si sfreccia in bici senza rischiare la vita.
Mentre ci rifocilliamo prima di entrare, si parla (anche) di tango. Grande stupore sulla faccia di Marco, matematico dottorando, quando viene a sapere di suoi docenti ballerini. Il tango ha una grammatica raffinata, dico. Alisa conferma, è per questo che i matematici la apprezzano, e anche molti fisici. Per un attimo ho la visione improbabile di mio papà (un fisico) che balla il tango, ma è fugace.
A dire il vero sono concentrata su un’altra danza, quella che l’agitazione muove nelle mie viscere (i racconti del corpo, appunto).

Ci raggiunge Lorenza Perini, ricercatrice e collaboratrice di Alisa. Dopo pochi minuti siamo in aula. Sono già son tutte sedute, le studenti con parecchi “gli”. La visione mi allarga il cuore e mi incoraggia.
Breve introduzione di Alisa. Poi parto. Ho qualche paletto scritto, mi infilo in tangenziali dove rischio di perdermi, riprendo la strada non so come. Si innesca il pilota automatico, decido di darmi fiducia.

Sui loro volti passa di tutto. Curiosità, attenzione, perplessità, approvazione, disappunto, sdegno, simpatia. I ragazzi annuiscono energicamente e, mi pare, più spesso delle loro compagne mentre fissano una frase sul quaderno (ah!! I quaderni!!!). Alcune ragazze sembrano poco convinte, in alcuni casi scuotono la testa con disapprovazione. Il concetto che incontra più resistenza è quello per cui le donne non sarebbero accudenti per natura. La negazione dell’istinto materno disorienta. Qualcuna è rapita come quando scopre una banale verità, tanto banale da non essere vista. Altre pure annuiscono, in particolare su certi passaggi che riguardano la precarietà, il desiderio, la complessità. Continua a leggere