Madri vs non madri tra paura e libertà. Istruzioni per uscire dalla trappola e non rendersi infelici

Madri e non madri, bisogna per forza dividersi in due squadre di calcio che si contendono il trofeo della libertà? Me lo sono chiesta all’uscita da una presentazione di “Una su cinque non lo fa”, in cui si è riproposto il solito tranello: che una scelta debba vincere sull’altra.

“F. madre di una bimba di 15 mesi, quando sono rimasta incinta mi ha detto a proposito di fare un figlio: se non lo fai puoi continuare la tua vita ed essere felice, se lo fai ti rendi conto di esitere proprio per quello. Mi sembra riassuma bene…”

Così mi scriveva un’amica neomamma qualche giorno fa, a proposito di madri e non madri. La frase mi è tornata in mente nel corso di un dibattito in cui si parlava dello stesso argomento a partire da “Una su cinque non lo fa“. Ero stata invitata dal gruppo della Libera università delle donne di Cernusco s.N., che da anni si dà appuntamento un giorno alla settimana, in biblioteca, per discutere a partire da un libro.

Al gruppo di donne abitué si erano aggiunte per l’occasione due nuove. Indicativamente mie coetanee, una con il pancione l’altra con un bimbo di pochi mesi in braccio.

Quando si è aperto il dibattito, ha preso subito parola una delle due mamme, dichiarando, mentre scuoteva la testa: “è solo la paura”. 45 minuti di argomentazioni liquidate in 4 parole, ho pensato. Continua a leggere

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L’invenzione della virilità – le alleanze possibili

Sto partecipando a una lezione di storia contemporanea all’Università statale di Milano. L’aula è piena, il prof. Rumi è in cattedra e sta parlando della prima guerra mondiale a noi studenti pubblico silenzioso. Nella mia testa insiste da mezz’ora un pensiero: da qualche parte ho letto che in quel periodo le donne, chiamate a sostituire nelle fabbriche gli uomini-soldati o impegnate in opere di assistenza, ottengono un inedito protagonismo sociale. E che poi sarà difficile farle tornare a casa e far loro dimenticare la questione del voto, per cui stanno lottando da almeno trent’anni. Il prof. non lo sta dicendo, a me sembra fondamentale e vorrei che lo dicesse, perciò alzo la mano e faccio la mia domanda: “professore ho letto che…”. Lui mi stronca con un taglio netto: “lasciamo perdere queste storie femministe“. Congelamento rapido, ibernazione del dibattito.

Questo episodio accadeva quasi vent’anni fa. Me ne sono ricordata leggendo il libro di Sandro Bellassai, L’invenzione della virilità. Politica e immaginario maschile nell’Italia contemporanea (Carocci, 2011), di cui abbiamo parlato di recente insieme a Barbara Bracco, a Fiorella Imprenti e all’autore, nell’ambito del ciclo organizzato dalla FIAP Fatti e idee della Resistenza: un approccio di genere.

“Molto probabilmente solo dieci anni fa un libro come questo non sarebbe stato pubblicato”, dice Bellassai. Oggi i tempi sono maturi, sembra, per restituire alla storia umana il suo lato d’ombra. Continua a leggere