Caro PD, non tradirci di nuovo!

Diritto all’aborto: il 9 marzo il voto del Parlamento europeo. L’incognita del Pd

Vi invito a sottoscrivere questa petizione lanciata da Laiga e Vita di donna in vista del 9 marzo prossimo, giorno in cui il Parlamento europeo voterà sul “Rapporto Tarabella”, che potrebbe darci strumenti per fare valere il diritto all’aborto anche nel nostro Paese. Un diritto che rischia di affondare nell’indifferenza generale.

Nel dicembre 2013 la campagna di mobilitazione One of us per il riconoscimento giuridico dell’embrione raccolse 2 milioni di firme in pochi giorni e riuscì a far approvare dal Parlamento europeo un testo alternativo alla Risoluzione Estrela (Psoe) “salute e diritti sessuali e riproduttivi”. A quella sconfitta contribuirono anche i mancati voti del Partito democratico.

In occasione del voto per la risoluzione Estrela, infatti, sei eurodeputati Pd (Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi, Patrizia Toia, e David Sassoli) avevano consentito l’approvazione di un ordine del giorno sostenuto dai gruppi clericali, reazionari e neo nazisti. Nei giorni successivi una rete di associazioni aveva chiesto al Pd una presa di posizione attraverso la campagna “La salute sessuale e riproduttiva è un diritto“. Continua a leggere

Dopo Estrela, Tarabella – diritti riproduttivi in Europa

Avevo già provato a condividere l’articolo di Simona Sforza con lo smartphone, ma non si capiva niente! Correggo il post con più informazioni. Simona aveva scritto di come in Commissione Diritti della Donna e Uguaglianza di Gender della Unione Europea “si tenti” di ottenere una dichiarazione/posizione unitaria e precisa da parte dell’UE, in materia di interruzione volontaria di gravidanza, dopo la messa in minoranza della Relazione Estrela. Scrive Simona:

Nel silenzio generale dei media “laici” nostrani, salvo questo bel pezzo di Maddalena Robustelli uscito su Noi Donne che vi invito a leggere, e la nutrita stampa dei prolife che se ne è occupata (vedi anche la raccolta delle 50.000 firme), lo scorso 20 gennaio la relazione dell’eurodeputato socialista belga Marc Tarabella è stata approvata dalla Commissione Diritti della Donna e Uguaglianza di Gender della Unione Europea con 24 voti a favore, 9 contro e 2 astenuti. Ora, entro il mese, la relazione verrà portata alla discussione dell’Assemblea plenaria del Parlamento Europeo.

Leggi il resto dell’articolo: Dopo Estrela, Tarabella – http://wp.me/p2QW2K-rP

Human factor lab visto da me

Impressioni sensoriali e qualche ragionamento sulla responsabilità politica dopo Human factor lab e dopo la partecipazione di Nichi Vendola al laboratorio sui diritti civili.

Sabato pomeriggio ho partecipato ad alcuni momenti della conferenza di programma di Sel, invitata al laboratorio su sanità e diritti civili da Cathy La Torre, attivista GLBTQ e consigliera comunale per Sel a Bologna. Human factor lab si propone come “un laboratorio da cui (ri)partire mettendo in campo temi e organizzazione. Una piazza dove scambiare opinioni e progetti, aperta e partecipata, con al centro le persone, l’umano come fattore imprescindibile”. Come risultato positivo del laboratorio, mi porto l’entusiasmo di Cathy e il suo impegno a lavorare insieme sul contrasto all’obiezione di coscienza di struttura, che in Lombardia è favorito da una delibera regionale. Come impressione negativa, che Sel non sia immune dal vizio di autoreferenzialità. Continua a leggere

Analisi “Relazione sullo stato di attuazione della legge 194 del 1978” 2014

Sulla base di calcoli statistici il Ministero della salute afferma che il numero di non obiettori è sufficiente a garantire l’applicazione della legge e scarica la responsabilità del disservizio sulle Regioni. La Relazione sullo stato di attuazione della legge n. 194 del 1978 presentata il 15 ottobre 2014 dal Ministero della salute smentisce dunque le criticità rilevate dalla Commissione Affari sociali della Camera a marzo scorso e nega quanto affermato dal Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa, secondo cui l’Italia viola i diritti delle donne che intendono interrompere la gravidanza a causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza. In questo post vediamo in dettaglio quali sono gli argomenti del Ministero e le obiezioni.

Il tentativo di misurare l’impatto dell’obiezione di coscienza sui servizi ospedalieri e territoriali dedicati all’interruzione volontaria di gravidanza è l’elemento di novità della Relazione 2014 ed è la risposta a segnali di allarme che il Ministero non avrebbe potuto ignorare. Da anni inchieste giornalistiche, blogger e associazioni denunciano che il meccanismo del presidio socio-sanitario di attuazione della legge 194 si è inceppato. Negli ultimi mesi si è messa in moto anche la macchina istituzionale. Continua a leggere