Riepilogo fatti e notizie su aborto e salute riproduttiva

Questo post è un breve riepilogo di avvenimenti, assemblee e incontri sul tema dell’aborto e della salute riproduttiva

Domenica 6 aprile a Milano

Assemblea nazionale promossa da Women are Europe, dopo le numerose manifestazioni del 1 febbraio e dell’8 marzo scorso in solidarietà con le donne spagnole per protestare contro la riforma Gallardon sull’interruzione di gravidanza.

Il nome della rete WEA sottolinea che il tema della libertà procreativa è un tema di politica europea.

L’obiettivo delle organizzatrici dell’assemblea è “incontrarci per conoscerci meglio, di persona, e per scambiarci pensieri e progetti intorno a: AUTODETERMINAZIONE, SESSUALITA’, ABORTO e SALUTE RIPRODUTTIVA”.

L’obiettivo è anche trovare argomenti e prassi comuni in vista della macabra processione che si svolgerà a Milano la settimana successiva…

Sabato 12 aprile a Milano

E’ indetta una processione da parte del Comitato No 194. Analisi e notizie sul sito di OGO – Obiettiamo gli obiettori, che prefigura lo scenario:

“Macabra marcia del Comitato No194 il 12 aprile nelle strade di Milano. Con croci insanguinate addobbate con fetini morti e litanie colpevolizzanti per scacciare il demonio, questi integralisti non si accontenteranno di stazionare davanti agli ospedali, come fanno ogni primo sabato dei mesi dispari, ma tenteranno di imporre la loro presenza lugubre e opprimente nel centro della città”.

Da anni OGO attua un conflitto frontale con i preganti del sabato mattina, opponendo alle immagini di feti sanguinolenti cartelli che rivendicano autodeterminazione. E’ pure questa una strategia, la rispetto anche se non la sento mia come pratica, perché mi sembra di dare accreditamento politico ad una follia fondamentalista che consuma la sua efficacia nel momento stesso in cui si esprime.

D’altra parte i fondamentalismi non vanno presi alla leggera e forme di denuncia e contrasto sono necessarie, come dimostrano la Spagna di Gallardon e l’Europa che ha bocciato il Rapporto Estrela.

Sabato 12 aprile a Verona

Andria è una associazione di medici, mediche, ostetriche e operatrici nel campo della salute riproduttiva che opera per l’appropriatezza dell’intervento medico in ostetricia e ginecologia, nel rispetto sia delle prove di efficacia che degli aspetti emozionali della nascita. Il 12 aprile si svolge il suo primo congresso nazionale, che propone un tema di avanguardia: Fare meno fare meglio in ostetricia e ginecologia. Con questo Congresso Andria si inserisce nel movimento Slow medicine, che ha come programma “la medicina rispettosa, sobria, giusta”. Un nuovo modo di intendere la medicina e la sanità, dove risparmio e qualità siano tutt’uno.

Il tema del fare meno fare meglio non implica solo un ragionamento sui costi della sanità, ma apre a temi enormi. Il rapporto medico/paziente, l’uso della tecnologia come sedativo per ansie e angosce nella illusione di controllo totale, la medicina e il limite, l’equilibrio tra evidenze scientifiche e comprensione dei processi emozionali… solo per citarne alcuni!

Venerdì 16 e sabato 17 maggio a Napoli

si svolge il terzo congresso nazionale della Laiga, Libera Associazione Italiana Ginecologi per Applicazione  legge 194. Di venerdì c’è l’incontro con le associazioni impegnate in questo campo, “con il progetto di creare una rete e di stilare una piattaforma di proposte ed iniziative comuni”. Il sabato è dedicato alla formazione scientifica e allo scambio di informazioni tra medici/e. Nota bene: nessuno oggi in Italia fa seria e reale formazione sulla interruzione volontaria di gravidanza. L’Università non ci pensa neanche lontanamente. Le aziende non finanziano. La gran parte dei medici si è formata sul campo, come ad esempio sull’uso della Ru486.

La Laiga, fondata nel 2008 con questi obiettivi, ha fatto da catalizzatore per una importante e recente decisione del Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa:

Il Comitato europeo dei diritti sociali riconosce che l’Italia viola i diritti delle donne

La notizia arriva l’8 marzo scorso. Se da una parte il Consiglio d’Europa boccia il rapporto Estrela, dall’altra il Comitato per i diritti sociali

ha ufficialmente riconosciuto chel’Italia viola i diritti delle donne che – alle condizioni prescritte dalla legge 194/1978 – intendono interrompere la gravidanza, a causa dell’elevato e crescente numero di medici obiettori di coscienza. 

La “sentenza” viene in risposta ad un ricorso presentato dalla International Planned Parenthood Federation European Network, ente internazionale attivo fin dagli anni ’50 per il diritto alla libera scelta nella procreazione

Il ricorso è stato presentato contro l’Italia al fine di accertare lo stato di disapplicazione della legge 194/1978 e il Comitato Europeo ha accolto tutti i profili di violazione prospettati.

L’associazione non governativa International Planned Parenthood Federation EuropeanNetwork (IPPF ENè stata assistita dall’Avv. Prof. Marilisa D’Amico e dall’Avv. Benedetta Liberali le quali per costruire la difesa si sono avvalse dell’aiuto di decine di ginecologi e ginecologhe, di attiviste e di ricercatrici. Una rete attiva e funzionante, cui peraltro non è stata data visibilità nei comunicati stampa che hanno dato notizia dell’esito del ricorso.

L’esito del ricorso è l’attestato ufficiale che sancisce come in Italia l’elevato numero di obiettori implica in molti casi la mancata attuazione della legge 194

Quella del ricorso al Comitato europeo dei diritti sociali non è l’unica buona notizia degli ultimi mesi.

L’aborto farmacologico nel Lazio in regime di day hospital

A fine marzo in Regione Lazio è stato approvato il protocollo per la somministrazione in regime di Day Hospital della Ru486. In questa Regione sarà dunque possibile accedere all’aborto farmacologico senza l’obbligo di ricovero per tre giorni in ambiente ospedaliero.

L’ obbligo del ricovero è un forte disincentivo nel ricorso all’aborto farmacologico. L’Agenzia italiana del farmaco lo ha prescritto nelle proprie linee guida quando, nel 2009, ha autorizzato l’utilizzo in Italia della la Ru486. Molte Regioni si sono adeguate con linee guida che lo prevedono. Nella pratica, molte donne firmano il consenso informato, escono dall’ospedale dopo la somministrazione della prima pillola e vi tornano il terzo giorno per assumere la seconda pillola, quella che provoca l’espulsione del feto. Un day hospital ufficioso, dovuto anche alla carenza di posti letto. La permanenza in ospedale nelle ore che precedono l’assunzione della seconda pillola è del tutto inutile, perché in quei due giorni non succede nulla di rischioso per la salute della donna.

Per raggiungere l’obiettivo della Ru486 in day hospital le attiviste della Laiga si sono impegnate moltissimo. Questo il commento della presidente, Silvana Agatone:

Tale protocollo è stato fortemente voluto dall’associazione  e redatto dal gruppo di lavoro regionale composto, fra gli altri, dai membri dell’Associazione LAIGA dott.sse Lisa  Canitano e Mirella  Parachini. Tutto ciò rappresenta un passo importante , nei riguardi della salute riproduttiva delle donne, che ci allinea con il resto d’Europa , e porta ad un uso  razionale  del Servizio Sanitario Nazionale.

In Toscana la ru486 negli ambulatori

In Toscana la somministrazione della Ru486 avviene in day hospital fin dal 2009, anzi da prima: quando  il farmaco non era ancora in commercio in Italia veniva acquistato direttamente dall’estero, in particolare dalla Francia – dove è usata da più di vent’anni. L’Agenzia europea farmaco aveva predisposto linee guida per la Ru487 già nel 2007.

Nei primi giorni di marzo il Consiglio regionale sanitario del Lazio dà il via alla somministrazione del farmaco abortivo negli ambulatori e nelle strutture accreditate, come previsto dalla legge 194. Una presa di posizione che conferma le richieste già esposte dal Dipartimento regionale per il diritto alla salute e che trova favorevole il governatore della Regione Toscana Enrico Rossi.

Un poco alla volta ce la faremo….

Image: ‘The butterfly girl
The butterfly girl
Found on flickrcc.net

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