L’Europa, il rapporto Estrela, il diritto alla salute e il Partito democratico contro se stesso

“Sono certa che alle prossime elezioni nel 2014 gli elettori europei ricorderanno questa vergognosa votazione”. Così l’eurodeputata Edite Estrela al termine della votazione del Parlamento europeo. Mentre respinge la Relazione sui diritti sessuali e riproduttivi, l’assemblea approva la proposta di risoluzione alternativa avanzata dal PPE secondo cui le politiche sulla salute e i diritti sessuali e riproduttivi e sull’educazione sessuale nelle scuole sono di competenza degli Stati membri.

Gli uomini c’entrano

Nel giorno dei diritti umani, il 10 dicembre 2013, l’assemblea del Parlamento europeo esprime un voto con cui nega che i diritti di salute delle donne e degli uomini siano diritti umani. Sottolineiamo: e degli uomini. Nella Relazione infatti si faceva riferimento anche alla prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, una delle principali cause di infertilità maschile in Europa.

Possono continuare a gridare, io non ho paura

“Possono continuare a gridare, io non taccio, non mi intimidiscono, io non ho paura e ho ragione”, dice la Estrela rivolgendosi verso gli scranni da cui si sentono le grida dei suoi oppositori. Li sentiamo in sottofondo nel video che riprende la seduta dal sito del Parlamento europeo. Il clima in aula è molto teso. Vediamo anche gli occhi lucidi di Estrela, quando conclude il suo discorso e l’aula si divide tra la parte che si alza da applaudire e l’altra parte che grida “buuu-buuuu”. Estrela:

Deploro che per pochi voti ipocrisia e oscurantismo si siano sovrapposti ai legittimi diritti delle donne. Deploro che nel 2013 il parlamento europeo si sia opposto abbia un’opposizione più conservatrice del 2012 quando si è approvata la relazione Ratner. Deploro che i movimenti più estremisti e fondamentalisti abbiano vinto sulla volontà dei deputati. Quando i cittadini chiedono più Europa questa è la risposta che dà loro il parlamento europeo. Chiedo che la risoluzione che è stata approvata ora non riporti il mio nome.

Da che parte sta il Partito democratico?

Giornalettismo.comUAAR e tanti altri sottolineano come la relazione sia stata affossata anche a causa della spaccatura del gruppo dei Socialisti e Democratici. La risoluzione Estrela ha ottenuto 334 no e  327 sì, con 35 astenuti, tra cui alcuni del PD:

Si tratta di Silvia Costa, Franco Frigo, Mario Pirillo, Vittorio Prodi, David Sassoli e Patrizia Toia. Altri 5 del Pd non hanno votato, mentre 38 italiani del centrodestra e dell’Udc si sono espressi a favore.

“Partito” vuol appunto dire “di parte”. Prendere partito, essere un partito, vorrebbe dire sceglie una posizione piuttosto che un’altra. Su questa materia bollente degli argomenti concretamente vitali il partito democratico ha le idee confuse, non da ora. L’ambivalenza fa parte del suo corredo genetico: gameti del vecchio PC uniti a gameti della vecchia DC.

E la mozione di giugno?

Il PD contro se stesso, visto che pochi mesi fa, lo stesso partito aveva presentato e sostenuto la mozione MOZIONE 1/00074 alla Camera, ottenendone l’approvazione ed impegnando così il governo a

“predisporre, nei limiti delle proprie competenze, tutte le iniziative necessarie affinché nell’organizzazione dei sistemi sanitari regionali si attui il quarto comma dell’articolo 9 della legge n. 194 del 1978, nella parte in cui si prevede l’obbligo di controllare e garantire l’attuazione del diritto della donna alla scelta libera e consapevole”

ed affermando che l’obiezione di coscienza non può essere esercitata a detrimento del diritto alla salute delle donne.

Sarebbe utile un chiarimento del PD in materia di interruzione volontaria di gravidanza, educazione sessuale e salute riproduttiva. Ne terremo conto, in vista delle prossime elezioni europee del 2014.

Nel frattempo Sergio Cofferati

scrive una lettera all’indirizzo di raccolta delle adesioni per l’appello inviato dalle associazioni italiane ai parlamentari europei tra novembre e dicembre

Care e Cari,

Come probabilmente avrete già visto la Relazione Estrela è stata malauguratamente bocciata e sostituita dalla proposta alternativa dei popolari e della destra. Si tratta di una soluzione fortemente regressiva che si è concretizzata tristemente anche per la divisione creatasi nel gruppo dei parlamentari del PD. L’astensione e la non partecipazione al voto di una parte di loro (senza che ci fosse una discussione tra di noi) ha impedito l’approvazione del testo dell’Estrela.

Avrei votato convintamente per quel testo e mi resta il rammarico che su temi importanti e inerenti i diritti delle persone come quelli li contenuti non sia stato possibile fare il passo avanti necessario.

Bisognerà riprovarci.

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