Interrogazione alla Ministra Lorenzin sulla legge 194

L’11 giugno 2013 la Camera dei deputati approvava diverse mozioni sulla applicazione della legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza. Tra tutte, la Mozione (1-00045) presentata da Sinistra ecologia e libertà era la più chiara ed esaustiva rispetto alle problematiche inerenti alla applicazione della legge e quella che più recepiva le richieste contenute in documenti recenti quali il manifesto Legge 194 – cosa vogliono le donne e il documento dell’assemblea nazionale Libere di scegliere. La mozione approvata impegnava la Ministra della salute Lorenzin in azioni concrete a tutela della salute della donna, volte ad arginare l’aumento indiscriminato del rifiuto di curare da parte di medici e non – rifiuto che in Italia si definisce “obiezione di coscienza”, mentre all’estero si definisce “refusal of care“.

Un’interrogazione per chiedere conto degli impegni presi dal governo sulla applicazione della legge 194

21 novembre 2013 – Le deputate di Sel Nicchi, Piazzoni e Aiello depositano un’interrogazione alla Ministra Lorenzin, chiamata a rispondere in Commissione affari sociali del Parlamento.

L’interrogazione (qui il testo integrale) è pubblicata nella seduta odierna della Commissione:

essendo trascorsi quasi 5 mesi dall’approvazione delle mozioni citate, non risultano agli interroganti iniziative concrete volte all’attuazione ed al rispetto degli impegni sottoscritti dal Governo;

chiedono

quale sia lo stato di attuazione relativo agli impegni presi dal Governo nel mese di giugno, in merito alla rispettosa applicazione sul territorio nazionale della legge n. 194 del 1978 e quali iniziative intenda intraprendere per rispettare gli impegni sottoscritti;

Tra gli impegni sottoscritti, vi era quello di istituire un tavolo tecnico di monitoraggio con gli assessori regionali per verificare la la piena e corretta attuazione della legge n. 194 del 1978, con particolare riferimento agli articoli 5, 7 e 9.

Ricordiamo qui i punti della Mozione 1-00045, che impegna il governo:

  • a garantire la piena applicazione della legge n. 194 del 1978 su tutto il territorio nazionale nel pieno riconoscimento della libera scelta e del diritto alla salute delle donne, assumendo tutte le iniziative, nell’ambito delle proprie competenze;
  • ad attivarsi, nell’ambito delle proprie competenze, al fine di assicurare, come prevede la legge, il reale ed efficiente espletamento, da parte di tutti gli enti ospedalieri e delle strutture private accreditate, delle procedure e degli interventi di interruzione della gravidanza chirurgica e farmacologica;
  • a garantire il pieno rispetto della legge da parte di ogni struttura pubblica o del privato accreditato (sia essa un ospedale o un consultorio), posto che solo a fronte di questo impegno può essere concesso l’accreditamento;
  • ad attivarsi perché l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sia garantita come opzione a tutte le donne, che, entro i limiti di età gestazionale imposti dalla metodica, devono poter scegliere;
  • a promuovere il monitoraggio specifico regionale dell’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica, anche praticata in day hospital, al fine di verificare la piena applicazione della legge, nonché ad attivarsi perché l’interruzione volontaria di gravidanza farmacologica sia proposta come opzione alle donne che, entro i limiti di età gestazionale imposti dalla metodica, devono poter scegliere quale percorso intraprendere, fornendo alle medesime la piena conoscenza delle modalità e dei risultati emersi;
  • ad assumere iniziative per costituire un tavolo tecnico di monitoraggio con gli assessori regionali per verificare la piena e corretta attuazione della legge n. 194 del 1978, con particolare riferimento agli articoli 5, 7 e 9, al fine di evitare ogni forma di discriminazione fra operatori sanitari, obiettori e non obiettori anche attraverso una diversa gestione e mobilità del personale garantendo la presenza di un’adeguata rete di servizi in ogni regione; anche ai fini di una maggiore trasparenza nel rapporto tra cittadini e medici di famiglia, ad assumere iniziative per mettere in condizione gli ordini provinciali dei medici chirurghi e degli odontoiatri di monitorare l’applicazione della legge n. 194 del 1978, anche in riferimento agli articoli 5, 7 e 9;
  • ad assumere iniziative per valorizzare e ridare piena centralità ai consultori familiari, quale servizio fondamentale nell’attivare la rete di sostegno per la procreazione responsabile, nonché strutture assistenziali per l’attivazione del percorso per l’interruzione volontaria di gravidanza nel rispetto delle scelte e della salute delle donne;
  • fermi restando l’obbligo di dispensazione dei farmaci e l’adeguata informazione degli utenti previsti dalla legislazione vigente, ad assumere iniziative affinché le competenti federazioni nazionali degli ordini professionali del personale sanitario si adoperino per garantire uniformità sul territorio nazionale in ordine agli indirizzi deontologici relativi all’esercizio dell’obiezione di coscienza.
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