Epidurale o yoga?

Trascrivo integralmente il messaggio che mi ha inviato un’amica subito dopo il parto. La sua testimonianza dimostra come la nota dicotomia parto naturale / parto artificiale possa rivelarsi ingannevole. Una dicotomia, quella tra natura e tecnica, che attraversa tutto quanto il nostro campo esperienziale e la modalità in cui pensiamo e interpretiamo la natura umana. Scrive Silvia:

Eccoci qui tutti e tre integri, nonostante un travaglio lunghissimo  (28 ore!), con dolori renali orrendi, conclusosi al grido: “epidurale, por favor!”.
L’anestesista ha pero’ capito cosa volevo, quindi ho potuto muovermi abbastanza e sentire le contrazioni e le spinte, partecipando al parto fino alla fine.
Il risultato di questo, di tutto lo yoga che ho fatto e dei massaggi perineali che ho diligentemente eseguito per l’ultimo mese si e’ visto: neanche mezzo punto e niente episiotomia!

Epidurale e yoga: per quanto opposte possano sembrare, si tratta in entrambi i casi di tecniche. Sono due modalità diverse che mediano la naturalità di un’unità corpo/mente (in questo caso nell’atto di generare).
Per ribadire che la natura umana si manifesta sempre come cultura, mai a prescidere, e che la nostra relazione con il mondo include sempre un certo grado di artificio. Conoscere e gestirne qualità e conseguenze, questa è la vera sfida.

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