Corpo e ruolo sociale: che c’entra?

I ruoli sociali agiscono sui e attraverso i corpi e non a prescindere dai corpi. Ruoli che possono anche voler dire oppressione e discriminazione. Se i ruoli passano attraverso il corpo per essere concreti e agenti, allora cambiando il mio corpo influisco anche sul ruolo sociale. I corpi rivoluzionati sono sempre corpi rivoluzionari.

Questo in sintesi è stato il succo del dibattito che ha impegnato un gruppo di donne e uomini durante la serata del 13 dicembre alla Scighera di Milano. Giovanni non si faceva convinto. Mi guardava corrugando la fronte: “sì, va bè, ma che centra il corpo?” Abbiamo continuato a discutere fino a quando la Scighera ha chiuso i battenti e ci siamo trovati nella strada soffice di neve.

Che c’entra il pene con il fallo? Che c’entra il seno con la sua mercificazione? Che c’entra il mio corpo di donna con il femminicidio? Che c’entra la bellezza con il potere? Ce c’entra la gravidanza con la segregazione salariale?

Giovanni, come tanti altri, non pensa che esista un’oppressione peculiare subita da certe persone da parte di altre per il fatto di avere un certo corpo e non un altro (in particolare, un corpo sessuato al femminile oppure un corpo sessuato al maschile che non corrisponde agli standard di mascolinità eterosessuale). Qualsiasi corpo tu abbia, dice, devi “tirare fuori le palle” e imparare a difenderti dalla violenza.

Forse meglio di me si spiega Aya Chebbi, rivoluzionaria tunisina, che rilancio dal blog di Daniele Barbieri.

Qui l’incipit di Se nasco di nuovo

Veniamo da ogni angolo del globo. Abbiamo alle spalle retroscena diversi. Parliamo lingue differenti e abbiamo differenti nazionalità. Pure, sfortunatamente, come donne soffriamo a causa delle stesse diseguaglianze e della stessa violenza basata sul genere, ovunque nel mondo.

Questa violenza comincia molto presto per alcune di noi. Ha inizio mentre stiamo ancora fluttuando nella sicurezza del ventre di nostra madre, mentre all’esterno nostro padre, il resto della famiglia e la comunità dichiarano di preferire un maschio, un figlio. La violenza prosegue mentre raggiungiamo l’età adulta e scopriamo di essere giudicate e punite dalla società per la sola ragione che siamo donne. segue

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4 thoughts on “Corpo e ruolo sociale: che c’entra?

  1. Giovanni ha detto:

    stellina, ma secondo te sarei così cretino da dire una cosa del genere? E in un modo così cretino? Sono davvero lo stereotipo del cretino che dice “tirar fuori le palle” a una che fa il discorso centrato sulle differenze dei corpi? Ma quanto cretino sono?
    😀
    -giovanni

    • caro Giovanni, tu cretino? affatto!!! Trovare un linguaggio comune non è mai semplice. Il linguaggio del corpo è molto più diretto di quello verbale. “Tirare fuori le palle” non lo hai detto a parole, hai ragione! Il gesto preciso che hai fatto mentre dicevi che donne e uomini devono ugualmente difendersi (senza distinzione di sesso) è stato questo: eri in piedi, hai piegato leggermente i gomiti come uno che sta gonfiando i bicipiti, hai stretto i pugni mentre le tue braccia disegnavano una parentesi tonda intorno al plesso solare. Hai alzato le spalle e hai piegato leggermente le ginocchia per ancorarti a terra. Hai assunto una “posizione”, cioè una postura del corpo & della mente & sociale & politica.
      Io ti guardavo da sotto in su, perché sono molto più bassa di te. A un certo punto ho detto: “mi sta venendo il torcicollo”. Allora tu hai piegato il busto e ti sei messo alla mia altezza. In quel momento il tono della tua voce e il tuo sguardo sono cambiati.
      Tutto questo intendevo dire affermando che “siamo il nostro corpo”. Siamo, prima di tutto, gesti, mosse, tono della voce: mai neutri, mai neutre.

      • Giovanni ha detto:

        No, non sono affatto d’accordo.
        Non siamo degli attori metodo Grotowski :).
        Gesti, mosse, tono della voce, lingua (Italiano, Tedesco, etc), concetti, sono strumenti di comunicazione socialmente determinati che troviamo gia’ pronti perche’ costruiti in millenni dalla società, e che ci consentono la comunicazione interpersonale.
        Ciascuna persona li usa a partire dalla propria condizione storica e sociale determinata.
        Ovviamente io se devo esprimere il concetto “ciascuna persona deve essere in grado di difendersi per avere una postura fiera e non servile nel mondo” essendo maschio, italiano e lombardo usero’ il metodo di comunicazione sociale “maschile”, la lingua Italiana, l’accento lombardo, etc.
        Tu, civettuolamente hai risposto portando l’attenzione sul fatto che sei piccola e cute.
        Io quindi, tenendo conto dell’intimazione, ho cercato gentilmente di seguirla, di rispondere in un maschio modo alla femminile civetteria :).

  2. Giovanni ha detto:

    (ovviamente l’evoluzione dei rapporti sociali, della lotta di classe, delle tecnologie, le invasioni, insomma la storia, si riflettono nella parallela – anche se sempre un passo indietro – evoluzione del linguaggio sia parlato che scritto che del corpo)

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